IL SURF A FRIGOLE: QUANDO LO SVILUPPO DEL TERRITORIO PUO’ PASSARE DALLA PASSIONE PER LO SPORT.

14 Aprile 2021
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Vi voglio raccontare questa storia, innanzitutto per una mia personalissima esigenza di mettere nero su bianco questo momento importante in cui ho imparato (ancora una volta nella vita) che passiamo gran parte del nostro tempo a cercare in giro per il mondo una felicità che in realtà abbiamo sotto il naso, e quindi che non dobbiamo mai dare nulla per scontato.

Sono anni che pratico il surf, e il surf è diventato la mia vita: l’ho fatto diventare il mio lavoro, mia moglie lo pratica ed è appassionata tanto quanto lo sono io, mio figlio a quindici mesi ha più confidenza con le tavole che con gli orsacchiotti, e infine con la famiglia abbiamo scelto di vivere al mare, a Frigole, in una splendida marina di Lecce che fino a poco tempo fa i leccesi stessi non prendevano in considerazione. Tutto questo non ha mai comportato un sacrificio per me e la mia famiglia, ma senza dubbio abbiamo riflettuto molto prima di scegliere di lasciare la città per dirigerci definitivamente verso il mare e la campagna.

Non credo che siamo stati coraggiosi, più che altro abbiamo rischiato con gusto, mettendo in conto la possibilità che le cose sarebbero potute andare diversamente dai piani prestabiliti. E questa stessa voglia di cambiamento ha guidato le scelte dell’associazione di cui mi onoro di essere presidente, quando alla fine di questo pazzo anno pandemico abbiamo deciso che dovevamo cercare una sede associativa.

Oggi, 13 aprile, è una giornata importante perché, dopo aver trovato magicamente le onde nella “nostra” Frigole ed aver goduto in silenzio e in pace della luce del luogo, ho compreso che credere in quello che si fa è quasi magia: chi l’avrebbe mai detto che anche a Frigole avrei trovato le onde? Eppure erano li, lo sono sempre state, ma si sono materializzate ai miei occhi solo quando ho deciso di crederci, di rischiare qualcosa in più, di togliere i paraocchi dell’abitudine. Perché nulla è scontato al mondo. Perché le onde sono ovunque, e aspettano solo di essere cavalcate. Perché Frigole è la mia casa, è diventata la sede della mia associazione e presto diventerà un luogo in cui le persone potranno godere del mare tutto l’anno, magari arrivando in bicicletta o in bus, tutto questo grazie al surf.

Un po’ me ne vanto, certo! Sono fiero di essere uno dei primi a credere che questo luogo possa diventare il punto di riferimento degli sport da tavola per la città, insieme a tutte le altre marine leccesi. Ma sono ancora più felice per aver compreso che lo sviluppo di un territorio e di una cultura passa da noi stessi, non dagli altri. Nel passato ho sentito spesso le persone lamentarsi perché le marine leccesi sono sporche, sono trascurate, non hanno i servizi adeguati, eccetera eccetera: ma se noi non abitiamo le marine leccesi, se non ci rendiamo comunità attiva di un luogo, come facciamo a pretendere che lo facciano gli altri per noi? Frigole mi ha adottato, i suoi abitanti ci hanno aperto le porte, e il suo mare si è dimostrato generoso. Il mio impegno sarà restituire a Frigole quello che mi ha donato. Con passione, con dedizione, con grande senso di responsabilità.

Keep surfin’

testo: Carlo Morelli - foto: Alessia Raho - video: Surfinsalento

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