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TOKIO 2020 | Anche il surf italiano sarà presente?

11 Agosto 2016
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Pochi giorni fa il Comitato Olimpico Internazionale ha ammesso ai giochi olimpici di Tokio 2020 alcuni nuovi sport, e tra questi il surf da onda e lo skateboard!

E’ passato più di un secolo da quando Duke Kahanamoku, padre del surf moderno, alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, ha espresso il desiderio di vedere il surf tra le discipline olimpiche. Nei giorni scorsi il suo sogno e quello della ISA (International Surfing Association) nella persona del suo presidente Fernando Aguerre è diventato realtà.

“Dopo decenni di duro lavoro e dedizione, siamo felicissimi che il surf sia incluso nel programma olimpico di Tokyo 2020″ ha commentato Aguerre, accogliendo la decisione del IOC, “voglio ringraziare sinceramente il IOC e Tokyo 2020 per la loro visione pionieristica nel rendere questa decisione possibile”.

“E’ un momento storico per il surf. Stiamo già assistendo a un incremento della popolarità dello sport in tutto il mondo, e i Giochi Olimpici saranno una piattaforma incredibile per mostrare il surf e i suoi valori.”

Le Olimpiadi di Tokyo 2020 si svolgeranno dal 24 luglio al 9 agosto a Tokyo.

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Non sarà un'impresa semplice per l'Italia arrivare a qualificarsi tra le venti nazioni ammesse alle competizioni; certo, si spera che il nostro Leonardo Fioravanti ce la metta tutta, ma comunque avrà bisogno del supporto della Federazione Italiana e di tutti gli atelti tricolore che rappresentano il surf italiano nel mondo.

Noi abbiamo fatto qualche domanda ad alcuni di loro, e precisamente a Valentina Vitale, Valeria Patriarca, Matteo Fabbri, Francesca Rubegni, ed ecco cosa ci hanno risposto!

1- Il surf ai giochi olimpici di Tokio 2020: secondo voi per il surf questa è una vera e propria svolta?

Valentina Vitale: Sicuramente entrando alle Olimpiadi il surf avrà ancora più visibilità e popolarità nel mondo, e forse anche in italia riusciremo ad ottenere delle conquiste (es. regolarizzarla a livello legislativo, avere permessi per le scuole di surf, ecc).

 

Valeria Patriarca: Sicuramente è una svolta epocale. È un sogno che diventa realtà. Finalmente il surf e lo stile di vita, di cultura e di pensiero che questo meraviglioso sport rappresenta, avrà la possibilità di essere rappresentato nel modo più prestigioso possibile.

 

Francesca Rubegni: Sono felice che sia alle olimpiadi....ma per parlare di svolta ancora c'è tempo....vediamo come si evolve.

 

Matteo Fabbri: Per me il surf ai giochi olimpici è un passaggio epocale per questo sport, e segnerà un bella svolta. In teoria comporterà una maggiore organizzazione del tutto da parte del Coni, con la creazione di una squadra e tutto quello che ne implica. Io sono molto contento per questo, spero si possano creare più eventi in italia di alto livello e, soprattutto, aiutati da una federazione più forte e unita. E' una gande occasione per tutti e spero venga sfruttata nel migliore dei modi. Anche per il surf mondiale sarà un bel cambiamento. Il più grosso segno lo lascerà in futuro se verranno create le piscine artificiali per effettuare la disciplina nei paesi senza mare o con onde di pessima qualità; per me si andrà a creare un altro tipo di surf, quello indoor, con criteri di giudizio totalmente differenti e con cicli di allenamenti simili a quelli di tutti gli altri sport che si fanno in palestra tipo la ginnastica o i tuffi, andando a cercare la manovra perfetta grazie alle onde pressochè tutte identiche e perfette. Questo per me dividerà il mondo del surf.

 

2- Cosa ne pensi delle modalità con cui il surf entrerà alle olimpiadi? 40 atleti, 20 donne e 20 uomini, questa è una scelta giusta?

Valentina Vitale: Forse avrei dato un po più di posti a livello di atleti anche perché una gara di surf con un format a 40 posti dura veramente poco. Potevano allargare un po' le possibilità di partecipazione sia a livello di team (magari inserendo anche il longboard) che a livello di numeri di atleti per nazione.

 

Valeria Patriarca: Secondo me la cosa importante è stata l'espressione del CIO che ha ammesso il surf si Giochi Olimpici. È un primo grande passo a cui farà seguito, in un secondo momento, tutta una serie di valutazioni riguardanti i dettagli tecnici, dalla selezione degli atleti alle modalità di svolgimento delle competizioni (indoor e outdoor).

 

Francesca Rubegni: Il numero sarebbe giusto se ci fossero tutte  le categorie.... ho letto on line che non è previsto il Longboard... perchè? Sono triste e delusa... 40 atleti solo di short mi sembrano troppi...non puoi lasciare fuori le altre specialità....altrimenti fai solo i 100 mt di corsa escludendo la corsa ad ostacoli per esempio... Vabbè.... vedremo come andrà..

 

Matteo Fabbri: Penso che sia giusto, come tutti gli sport introdotti, alle prime olimpiadi non tutte le nazionali vengono subito inserite al completo, la prassi per inserire sport nuovi penso sia questa. Sarà più una presentazione di questo sport al mondo intero.

 

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3- Secondo voi cosa succederà in Italia da ora in poi? Tokio 2020 darà una spinta alla crescita del surf nella nostra penisola?

Valentina Vitale: Sicuramente (e lo spero) il surf in Italia crescerà a livello esponenziale, i Giovani hanno una motivazione in più per impegnarsi e ottenere risultati a livello sportivo! Spero solo che se verranno investiti dei soldi per la crescita del nostro sport dal coni o altri enti, e che non ci sia il solito "magna magna" all'Italiana, e che verrano utilizzati davvero per la crescita dei nostri giovani Surfers!

 

Valeria Patriarca: Al momento c'è un grande fermento tra atleti ed appassionati, come sempre accade quando ci sono novità che riguardano il surf. Penso che il surf sia uno sport in costante crescita e che con le Olimpiadi assisteremo ad una maggiore popolarità di questo sport. Il che non è necessariamente da considerarsi come negativo. Se i valori veri del surf fossero estesi alle persone e anche se fossero compresi solo da alcuni, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore. Il mio sogno è che si possa rappresentare tutto ciò, nel miglior modo possibile...attraverso il sorriso e la gioia di vivere espressa dagli atleti che avranno l'onore di rappresentare il proprio paese alle Olimpiadi.

 

Francesca Rubegni: Siamo in Italia...non credo che questo darà una successiva spinta alla crescita del surf...ma è presto per dirlo...mancano ancora 4 anni e possono succedere ancira un sacco di cose nel surf!

 

Matteo Fabbri: Spero con tutto il cuore che questa occasione venga sfruttata al meglio da noi italiani, che sia la volta buona che si crei una federazione forte e supportata dal Coni, che si creino come detto prime eventi importanti e organizzati nel migliore dei modi. Non roviniamo tutto come sempre.